mercoledì 29 dicembre 2021

L'avventura sindacale di Pippo Morelli su Appunti di cultura e di politica: tra "cognizione ed emozione"...

E' dato poco uscita una preziosa recensione di Bruno Liverani e Rosario Iaccarino del libro: "Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli" (F. Lauria, Edizioni Lavoro, 2020), pubblicata sul numero 6/2021 della rivista "Appunti di cultura e di politica", ispirata dall'associazione Città dell'Uomo, fondata da Giuseppe Lazzati.

E' un testo, quello di Liverani e Iaccarino, molto ricco, che coglie connessioni non scontate e aggiunge nuovi sguardi, punti di vista, echi, pensieri, lasciti di una persona giacimento come è stato, davvero per tanti, non solo nel sindacato, Pippo Morelli.

Facendo tesoro di quanto di prezioso ha detto Bruno Manghi durante il settantesimo anniversario del Centro Studi Cisl, è l'attenzione alla dimensione intima ed emozionale che si affianca a quella pubblica della storia sindacale a costruire un ponte interpretativo ancora, in parte, da esplorare, specialmente in questi tempi di pandemia.

Quella raccontata è nel libro una strada che continua a parlare, un cammino collettivo. Un percorso vivo nelle trasformazioni del mondo e del lavoro, se sappiamo/vogliamo restare, come è scritto su Appunti, tra "cognizione ed emozione" e nel "sapere affettivo" di una "comunità educante". 

Una comunità che continua a dare un orizzonte di senso e impegno condiviso. 

QUI IL LINK AL TESTO:

https://www.centrostudi.cisl.it/attachments/article/684/APPUNTI%206-2021.pdf%20-%20Recensione%20di%20B.%20Liverani%20e%20R.%20Iaccarino.pdf  

giovedì 2 dicembre 2021

4 dicembre ore 10.30: a Langhirano (Parma) i fondamenti democratici del sindacalismo a partire dalla figura di Pippo Morelli.

Il libro Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli (F. Lauria, Edizioni Lavoro 2020) verrà presentato nell'ambito del quindicesimo premio letterario "Marco Nozza" per l'informazione critica.

L'evento è previsto per sabato 4 dicembre, presso la sala consiliare del Comune di Langhirano (Parma) alle ore 10.30.

Insieme all'autore interverranno Alfiero Grandi, già segretario confederale nazionale della Cgil e Gianni Vignali, già storico responsabile della formazione sindacale della Cisl Emilia Romagna. 

Presiederà Luigi Notari, già segretario nazionale Siulp, curatore della rassegna letteraria "I sapori del Giallo." 

Un'occasione opportuna per riflettere sui temi della rappresentanza e della democrazia e di raccontare la figura peculiare di un formatore e di un sindacalista di grande spessore come Pippo Morelli (Reggio Emilia 1931-2013), già segretario nazionale della Fim e dell'FLM unitaria, guida della Cisl emiliano-romagnola, direttore del Centro Studi Cisl di Firenze, leader, a cavallo degli anni settanta e ottanta del Novecento, della sinistra sindacale trasversale alle tre confederazioni. 

Morelli fu anche fra gli ideatori, insieme a Bruno Trentin, delle 150 ore per il diritto allo studio, conquista contrattuale che permise a circa un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori di ottenere un titolo di studio da adulti e di rivedere il modello "gerarchico" della scuola italiana.

Tutte le informazioni e il programma dell'intera rassegna, sulla locandina.


sabato 20 novembre 2021

La strada di Pippo Morelli, con Gigi Viviani e la Cisl di Verona...


Una riflessione comune, ricca e partecipata, condotta insieme all'amico Gigi Viviani, già segretario generale della Cisl del Veneto e sottosegretario di Stato al lavoro e alle politiche sociali e a Giampaolo Veghini, segretario generale della Cisl di Verona.

  




  


venerdì 8 ottobre 2021

DA PERUGIA AD ASSISI. PALUDE e VOGLIA di FUTURO: "I CARE" e la CULTURA della PACE

"La nostra è la scommessa di stare con il popolo della pace, con il popolo degli emarginati, con il popolo della solidarietà. Sono rischi, sfide, scommesse, se vuoi, alle quali ti chiediamo di aderire, sulle quali non io, ma la storia ti chiede di metterti in gioco. Senza di te, senza la tua voglia di futuro, senza la tua speranza, senza la tua ricchezza e creatività, non nasceranno linguaggi nuovi, braccia aperte; gli uomini di buona volontà non comunicheranno, le voci flebili saranno sepolte.

Pensa un po', vogliamo portare il nostro granello di sabbia per costruire la solidarietà, pensare all'oggi, a partire dal futuro, dall'utopia. Parlare con tutti e agire con chi è preoccupato per l'uomo".
Scriveva così don Giuseppe Stoppiglia nell'aprile del 1991, all'indomani della Guerra del Golfo.
Parlava di corsa, perchè il suo cuore stava: "scappando dalla palude".
Nel 1991, con le luci delle bombe nel cielo notturno di Baghdad negli occhi e nella mente, anche se non si camminò, si ricordavano i trent'anni dalla prima marcia per la Pace e la nonviolenza Perugia Assisi, promossa da Aldo Capitini.
Stoppiglia, prete operaio, formatore della Cisl, continuava:
"L'orizzonte etico delle nostre società risulta configurato sui paradigmi del cinismo, dell'opportunismo, della difesa a oltranza degli egoismi di casta, impermeabili ad esigenze di giustizia e di solidarietà".

La mia mente non può non tornare anche alla Marcia del 2001, all'indomani del G8 di Genova, dell'11 settembre, dell'intervento in Afghanistan. Ad un cammino condiviso, plurale, profondo, partito dai confini d'Europa e, allora, di Schengen, tra Gorizia e Nova Gorica, con il No Border Social Forum.

Scriveva ancora Stoppiglia sul periodico dell'associazione Macondo in un articolo intitolato: "Palude e voglia di futuro": penso che dobbiamo scoprire nuovamente il volto di Dio che non è quello di ieri, ma quello che noi domani scopriremo diverso.
Questo è il senso vero del cammino, dell'etica del viandante, dello spezzare ogni giogo, consapevoli delle nostre ferite, delle nostre contraddizioni, del nostro bisogno di digiuno in questo tempo istantaneo e spesso riempito di vuote parole.
Questo è, invece, il senso del Kairòs, il tempo opportuno, circolare. Quello che dalla memoria del passato ci fa presenti al nostro presente e ci riporta nel futuro: campo aperto di possibilità e di scelta.


Un campo aperto in cui risuonano le domande scritte sulla rivista Cisl Il Progetto, esattamente quarant'anni fa, nel novembre del 1981,dal sindacalista Pippo Morelli, allora segretario dell'Emilia Romagna:
"Dove sta - scriveva Morelli, insieme ad Augusto Giorgioni, l'interesse dell'iniziativa sindacale per produrre conflittualità e proposte alternative a chi ha interesse alla guerra? Dove sono le proposte e le iniziative per creare una "cultura della pace", dove pace non sia intesa solo come assenza di guerra? Come si misura la capacità del sindacato di operare contro la guerra offrendo a quegli operai e a quei tecnici che producono armi un lavoro alternativo che non li obblighi a schierarsi di fatto, con i regimi reazionari che acquistano armi dall'Italia?"
Per essere credibile, scrivevano Morelli e Giorgioni, nel loro intervento, intitolato: "Per una cultura della pace", il sindacato che manifesta per la pace deve anzitutto battere la passività costruendo e lanciando ipotesi praticabili di lavoro e di riconversione: aumentare il fatturato civile e ridurre quello militare".
Per i due sindacalisti cislini manifestare, camminare per la Pace, significava affrontare, fin da subito, queste questioni, un cammino in salita, che si nutriva anche del senso della promozione autentica del servizio civile e dell'obiezione di coscienza, così caro, ad esempio, a Don Lorenzo Milani.
Questo tempo e questo cammino, nella pandemia, ci ricordano che dobbiamo guardare l'orizzonte proprio dalla periferia di Barbiana e delle mille Barbiane nel mondo.
A partire, solo per fare un esempio, da quella rotta balcanica che grida nel nostro silenzio.
Solo così: "Mi importa, mi sta a cuore, mi prendo cura", sarà davvero il "nuovo nome della Pace". Di una nuova cultura praticata della Pace.
E non una ulteriore, cinica, esibita, evanescente parola vuota. (Francesco Lauria)


"A chi tocca volare?" Giuseppe Stoppiglia, Padre Mansueto Dal Maso, Pippo Morelli in Brasile (Archivio Macondo)


martedì 28 settembre 2021

Il Sindacato come luogo “teologico”. Morelli, Carniti e la straordinaria Scelta di Vita di una generazione.

L'intensa relazione dell'on. Pierluigi Castagnetti a Casa Cervi in occasione del laboratorio Memoria di futuro del sindacato, organizzato dalla Cisl Emilia Centrale e dall'Istituto Alcide Cervi (9 settembre 2021).

Da dove sboccia la personalità straordinaria di Pippo Morelli?

Bisogna considerare Pippo Morelli dentro la storia della sua famiglia (a partire dalla straordinaria figura del fratello, il partigiano Giorgio Morelli detto Il Solitario, ma non solo). 

Un luogo dove l’altruismo era la precondizione per dare senso alla propria esistenza.

Ma non possiamo fermarci qui, occorre osservare il contesto culturale, sociale, politico, spirituale.

Pensiamo ad Ermanno Gorrieri e Luigi Paganelli: due resistenti modenesi, due laureati, due leader naturali che decidono entrambi di passare dalla Resistenza al Sindacato, alla Cisl.

Dobbiamo focalizzare meglio questa genesi dell’impegno sindacale.

Il sindacato non come interesse, esperienza transitoria in vista di altro, non solo come passione. 

Il Sindacato come Scelta di Vita. 

Una scelta rivolta a realizzare prioritariamente gli stessi obiettivi di una politica democratica con strumenti diversi e più efficaci di quelli dei partiti.

Se la Resistenza ha valso l'intento di conquistare la libertà e di costruire la democrazia, il sindacato permette di perseguire un obiettivo che dà senso a entrambe: un di più di giustizia sociale.

C'è un momento e c'è un luogo in cui devi soprattutto: "Prendere parte". Pippo Morelli dirà anche: “il dovere di dissentire”.  

Il sindacato è quindi un luogo privilegiato per tutto ciò: quasi un luogo teologico. 

Morelli e gli altri insieme a lui, a partire dalla straordinaria generazione della nuova Fim Cisl guidata da Carniti, hanno respirato un clima significativo, unico. 

Un clima che si è nutrito anche dell'influenza della grande figura di Giuseppe Dossetti, che pur si era già allontanato dalla politica quando lo stesso Morelli si laureerà nel 1955 all'Università Cattolica insieme al "dossettiano" Mario Romani.

(...) Carniti incontra Mazzolari nella sua città, Sandro Antoniazzi incontra Turoldo alla corsia dei Servi di Milano. 

Tutto ciò non è casuale, ma avviene senza esibire, senza in alcun modo clericalizzare. 

Il sindacato, la Cisl, rappresentava quindi un luogo plurale, ma dove era possibile, con un orizzonte largo, pienamente laico e aconfessionale, aperto al mondo, vivere coerentemente da cristiani.

E lasciar respirare una laicità naturale praticata, però, senza negare la propria personalità e le proprie radici. (...)

                                               VISUALIZZA IL VIDEO COMPLETO.




PIPPO MORELLI, INTERPRETE DEL FUTURO DEL LAVORO. GUARDA LA REGISTRAZIONE DEGLI INTERVENTI SU YOUTUBE

  Sul canale YouTube del Centro Studi Ricerca e Formazione Cisl è disponibile la registrazione dell'incontro di presentazione del libro...