giovedì 1 aprile 2021

La vita in prima linea del cislino Pippo Morelli (Gazzetta di Reggio, 1 aprile 2021)

 E' bello che Pippo Morelli sia stato ricordato oggi con risalto dalla Gazzetta di Reggio. Non sempre è facile essere compresi e apprezzati nel proprio territorio e ambito.

E' successo anche a lui nonostante l'irrefrenabile capacità di aprire strade ai giovani, di rivestire il presente di futuro, non facendoselo bastare. Spesso non paga avere il coraggio di dire la verità di fronte al conformismo dilagante, rifuggire da opportunismi e logica di dominio, non pensare, in primis, a se stessi.

Come ha detto bene un sindacalista di oggi: "essere vulnerabili significa fare spazio per poter accogliere l'altro e trasformare questo incontro in ricchezza comune".
Questo ha fatto Pippo Morelli tutta una vita, soprattutto attraverso la formazione, ed è importante sia stato finalmente riconosciuto.



Cattolici e sinistra nella politica, nella società, nel sindacato (Sapere, Libertà Mondo. La strada di Pippo Morelli, 30 marzo 2021)

"Si potrebbe pensare che le stelle entrino nell'anima". Cattolici e sinistra nella politica, nella società, nel sindacato.

Presentazione online del libro di Francesco Lauria: Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli (Edizioni Lavoro, 2020) 

La presentazione, organizzata da Adista ed Edizioni Lavoro, ha visto gli interventi di: Francesco Lauria, Gian Primo Cella, Emilio Gabaglio, Dolores Deidda, Renzo Innocenti, Ignazio Ganga.

Ha moderato: Luca Kocci, della redazione di Adista.

NOTA BENE: Negli ultimi minuti un attacco hacker ha disturbato i lavori, si è scelto di pubblicare comunque la registrazione integrale dell'evento.




lunedì 29 marzo 2021

Sulla strada di Pippo Morelli: CATTOLICI E SINISTRA NELLA SOCIETA', NELLA POLITICA E NEL SINDACATO. 30 MARZO ORE 17.30

"Se la buona fede basta a giustificare la coscienza personale di chi dà il comando, non basta a far tranquilli sulla bontà di esso coloro che ne vengono impegnati per obbedienza. La coscienza non può abdicare interamente nelle mani di nessuna creatura, fosse il più grande degli uomini o il più santo. Il cristiano, pur obbedendo alle gerarchie ecclesiastiche che tengono quaggiù il luogo del Signore non fa rinuncia alla propria anima. Non ci si salva per delega. Ognuno risponde delle propria anima, come risponde del proprio prossimo".

Primo Mazzolari, Risposta ad un aviatore, 1941

"Come Dio sotto la religione

Come l'amore sotto la convenzione

Come la realtà sotto l'illusione

Come un mattone sotto la distruzione

Così quando il sole muore

Fiore perdi il tuo colore

Le qualità che ti hanno reso vero

Ma chi lo dice che il fiore è nero"

I Nomadi, Fiore nero, 1977,

Nuova presentazione online di: “Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli” (Francesco Lauria, Edizioni Lavoro, 2020).

Il titolo echeggia una frase di Simone Weil: “Si potrebbe pensare che le stelle entrino nell’anima”. Cattolici e sinistra: società, politica, sindacato

L’evento si svolgerà online il prossimo martedì 30 marzo, alle 17.30 e affronterà la biografia di Pippo Morelli, sindacalista cislino, leader nazionale della Fim e dell’Flm, ideatore delle 150 ore e direttore del Centro Studi Cisl di Firenze, dal punto di vista di un credente impegnato a sinistra, nella società, nella politica e nel sindacato.
Una storia individuale intrecciata con altre storie, come testimonieranno i relatori e le relatrici, e che interroga il presente nella dimensione del pontificato di Papa Francesco.
All’incontro, organizzato da
Edizioni Lavoro
, Adista e Associazione Officina Adista, parteciperanno oltre a Francesco Lauria, Gian Primo Cella (sociologo economico), Emilio Gabaglio (già Presidente nazionale delle @ACLI e segretario generale della Ces),
Dolores Deidda
(già segretaria nazionale di Gioventù Aclista e operatrice sindacale), Renzo Innocenti (aclista, sindacalista Cgil, parlamentare),
Ignazio Ganga
, segretario confederale
CISL Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori
e già responsabile nazionale
Agesci - Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani
. Modererà
Luca Kocci
, della redazione di
Adista
.
ID riunione: 999 4721 4976 Passcode: 319828

sabato 27 marzo 2021

LA DIFFERENZA: EZIO TARANTELLI E MARGARET THATCHER (non solo negli anniversari...)

Quando chiusi il delicato capitolo sulla rottura sulla scala mobile e la riforma organizzativa del sindacato del libro Sapere, Libertà, Mondo respirai un po'.

Dopo aver letto decine e decine di pagine di materiali profondissimi dell'Isel (il Centro Studi guidato da Ezio Tarantelli e promosso dalla Cisl) e dell'Ufficio Studi Cisl, allora discussi animatamente e pubblicamente con i sindacalisti e il mondo della cultura, decisi due citazioni antitetiche anche se quasi contemporanee per l'inizio del capitolo.

La prima di Margaret Thatcher e la seconda di Ezio Tarantelli.
Io penso che la storia e, se vogliamo anche la pandemia, abbiano dimostrato quanto Ezio Tarantelli avesse ragione e quanto Margaret Thatcher profondamente torto. Non dimentichiamolo. Non solo ogni 27 di marzo.


"Stanno scaricando i loro problemi sulla società. E, come sapete, la società non esiste. Esistono gli individui, gli uomini e le donne, ed esistono le famiglie. E il governo non può fare niente se non attraverso le persone, e le persone devono guardare per prime a se stesse. È nostro dovere badare prima a noi stessi e poi badare anche ai nostri vicini. Le persone pensano troppo ai diritti senza ricordarsi dei doveri, perché non esiste un diritto se prima qualcuno non ha rispettato un dovere."
Margaret Thatcher, discorso pubblico, 31 ottobre 1987
"Il tempo passa. I disoccupati aumentano. Ce ne sono ormai 15 milioni in Europa. Suggerisco che la sigla Cee sia letta, in segno di lutto: una Comunità Europea in Estinzione. In un articolo recente su queste colonne ho proposto, per così dire, di pagare i disoccupati europei in scudi. Da allora, questa proposta è stata ripresa e appoggiata da più parti. Vale quindi la pena di riprenderla […]. I paesi europei somigliano ad altrettanti nuotatori che esitano a tuffarsi dal trampolino. Ognuno dice all’altro: prima reflazioni tu, poi mi butto io. Nel nuovo sistema, chi rinuncia a prelevare da Bruxelles gli scudi a cui ha diritto resta sul trampolino, mentre gli altri rilanciano l’occupazione nazionale. In altre parole, chi non coordina la propria ripresa con quella degli altri, resta indietro."
Ezio Tarantelli, articolo pubblicato postumo, «la Repubblica»,
31 marzo 1985.

martedì 23 marzo 2021

La strada di Pippo Morelli, dal sindacalismo cattolico al Brasile di Lula (Il Manifesto, 23 marzo 2021)

CULTURA

La strada di Pippo Morelli, dal sindacalismo cattolico al Brasile di Lula

Scaffale. «Sapere libertà mondo», il volume di Francesco Lauria, pubblicato dalle Edizioni Lavoro, ricorda il leader della Fim Cisl, internazionalista, principale promotore delle 150 ore, legato al Pdup e a Dp

Avrebbe compiuto novant’anni il 22 marzo Giuseppe Morelli, leader della Fim Cisl e poi della Flm unitaria negli anni ‘60 e ‘70 – quando i metalmeccanici davano «l’assalto al cielo» -, cattolico del dissenso, principale promotore delle 150 ore per il diritto allo studio degli operai, militante del Pdup e di Democrazia proletaria, amico e sostenitore di un giovane Luiz Inácio Lula da Silva che nel Brasile dei militari stava dando vita alla Central única dos trabalhadores (Cut), fra i primi nel sindacato italiano ad accorgersi della centralità del tema ecologico. Avrebbe avuto ancora molto da dire e da fare se nel 1993, proprio di ritorno dal Brasile, un ictus non lo avesse costretto a interrompere la sua attività sociale e politica, fino alla morte, vent’anni dopo, nel 2013.

La storia tanto importante quanto poco conosciuta di Morelli è ora ricostruita per la prima volta da Francesco Lauria, ricercatore del Centro studi Cisl di Firenze, in un denso e documentato volume: Sapere Libertà Mondo. La strada di Pippo Morelli (Edizioni Lavoro, pp. 500, euro 28).

MORELLI NASCE NEL 1931 a Reggio Emilia. Non vi partecipa attivamente per la sua giovane età, ma vive la Resistenza, comprese le sue contraddizioni: il fratello maggiore Giorgio, partigiano cattolico delle Fiamme verdi, morirà nel 1947 per le conseguenze di un agguato da parte di partigiani comunisti. Frequenta gli scout, si laurea in Scienze politiche, entra al Centro studi Cisl di Firenze, fondato da Giulio Pastore e ispirato anche da Giuseppe Dossetti, fucina di sindacalisti di valore a cui contribuisce lo stesso Morelli, come organizzatore di campi scuola e incontri di formazione.

Da esperto di contrattazione collettiva, si trasferisce a Milano, alla Federazione dei metalmeccanici (Fim), di cui diventerà segretario nazionale e che contribuirà a rinnovare profondamente, insieme a Luigi Macario e Pierre Carniti, rivendicando autonomia dalla Dc (il sindacato non deve essere la «cinghia di trasmissione» del partito) e dalla stessa Cisl nazionale; e lavorando all’unità sindacale nella Flm, la Federazione dei lavoratori metalmeccanici, che per un decennio, fino al «decreto di San Valentino» del 1984 terrà unite Fim, Fiom e Uilm.

SONO GLI ANNI della contaminazione con il movimento studentesco, dell’ingresso nella Fim dei giovani del ‘68 (i «capelloni del sindacato» che Morelli difendeva contro i «matusa»), degli «operai e studenti uniti nella lotta», della conquista dello Statuto dei lavoratori e delle 150 ore, una delle principali battaglie condotte da Morelli, insieme anche a Bruno Trentin e Antonio Lettieri della Fiom. Negli anni ‘70, all’impegno sindacale si affianca quello politico, civile ed ecclesiale: i Cristiani per il socialismo, la battaglia per il divorzio con i «cattolici per il no», la militanza nel Pdup e in Dp.

Nel 1981 il primo viaggio in Brasile, per incontrare «un giovane e combattivo sindacalista e attivista sociale»: Lula. E, per tutti gli anni ottanta e l’inizio dei novanta, quando nella Cisl di Franco Marini e soprattutto di Sergio D’Antoni la sinistra veniva progressivamente ridimensionata, l’impegno ecologista e internazionale, con il Brasile, fino all’ictus del 1993.

Morelli è stata una «persona ponte», scrive Lauria: «ponte tra il mondo della cultura e l’attivismo sindacale, tra la dimensione ecclesiale e la sinistra radicale, ponte tra il nord del mondo e quel Brasile dove, con lungimiranza, aveva avvertito «un possibile percorso di emancipazione complessiva dei ceti popolari attraverso il sindacato, non senza avvertire delle possibili contraddizioni»

lunedì 22 marzo 2021

1931-2021 Emilia Romagna. Cisl: "La strada di Pippo Morelli: un protagonista quasi inavvertito del Novecento italiano


 Modena, 21 marzo 2021. E’ una storia prima di tutto emiliana quella di Pippo Morelli che domani, 22 marzo, avrebbe compiuto 90 anni. Il sindacalista reggiano della Cisl e della Fim, già segretario nazionale della potente Flm (la Federazione unitaria dei lavoratori metalmeccanici sorta nel 1972) avrebbe compiuto, il 22 marzo 2021, novant’anni.

Ma chi era Pippo Morelli e perché oggi è così importante ricordarlo?
Come ben racconta il libro di Francesco Lauria: “Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli”, pubblicato da Edizioni Lavoro e uscito in questi giorni nelle librerie e sulle piattaforme digitali, la sua è una storia peculiare, troppo poco conosciuta.

Laureatosi con “l’ideologo della Cisl” Mario Romani con una tesi sulle classi subalterne nella provincia di Reggio Emilia tra Ottocento e Novecento, Morelli fu formatore ed esperto di contrattazione presso il “mitico” Centro Studi Cisl di Firenze negli anni Cinquanta, protagonista con Pierre Carniti, di cui era considerato il “braccio intellettuale,” della “primavera sindacale” della Fim e della Cisl di Milano negli anni Sessanta, leader nazionale del sindacato dei metalmeccanici cislini e unitario negli anni Settanta, proprio quei metalmeccanici che, dopo il ’68 e l’autunno caldo, provavano a dare “l’assalto al cielo”.

Insieme agli allievi di Don Lorenzo Milani che militavano nel sindacato ed in particolare nella Cisl egli fu anche uno dei promotori della diffusione di un testo fondamentale come “Lettera a una professoressa” tra i lavoratori italiani e, con Bruno Trentin, fu ideatore e realizzatore della grande conquista contrattuale delle 150 ore per il diritto allo studio, una scommessa sindacale che portò oltre un milione e mezzo di persone a conseguire il titolo di studio della scuola dell’obbligo e che contribuì a costruire un ponte importante tra fabbrica, scuola e società.
Morelli che era il fratello minore di Giorgio, detto “Il Solitario”, partigiano bianco, primo liberatore di Reggio Emilia, morto in seguito alle conseguenza di un attentato di partigiani comunisti dopo la fine della guerra nel “triangolo rosso”, fu anche grande tessitore laico del dialogo tra mondo cattolico e sinistra italiana e, come ben raccontato nel libro di Lauria fu, da credente, uno dei sindacalisti più impegnati nella campagna vittoriosa contro l’abolizione della legge sul divorzio nel 1974. Una battaglia che fu anche grande prova di autonomia dalla Democrazia Cristiana di molti sindacalisti cislini.

Nella prima metà degli anni Ottanta Pippo Morelli fu anche segretario generale della Cisl dell’Emilia Romagna, dove ebbe tra i suoi “allievi”, nell’ufficio studi del sindacato regionale anche il giovane ricercatore Patrizio Bianchi, neo ministro dell’Istruzione e dove iniziò un importante sodalizio con un originalissimo prete operaio Beppe Stoppiglia, anche lui impegnato, oltre che nella fabbrica, nelle 150 ore e nella formazione sindacale.

Con Stoppiglia, Morelli fu tra i promotori del grande sodalizio tra il sindacato e i lavoratori italiani con la Cut brasiliana, guidata dal giovanissimo, futuro presidente, Luis Ignacio Lula. Si impegnò quindi in prima fila sia nel sostegno alla nascente (e sempre precaria) democrazia brasiliana che nel rapporto con il pedagogista degli oppressi Paulo Freire e con il vescovo dei poveri, recentemente scomparso, don Pedro Casaldaliga.
Il sindacalista emiliano concluse la propria carriera nella confederazione fondata da Giulio Pastore con il ritorno al Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze, di cui fu innovativo e apprezzato direttore tra il 1985 e il 1989.

Un gravissimo un ictus, manifestatosi proprio dopo un viaggio di cooperazione in Brasile, interruppe, nel marzo 1993, l’impegno pubblico e sociale di Morelli, che si era molto impegnato, a cavallo degli anni Ottanta e Novanta del Novecento, forte anche della sua indimenticata matrice scout, sui temi dell’ecologia e del disarmo.

Dopo vent’anni di silenzio, Morelli ha concluso la sua vita esemplare a Reggio Emilia nel giugno del 2013, circondato dall’affetto della sua numerosissima famiglia. 
Sapere, Libertà, Mondo, a quasi dieci anni dalla scomparsa attraverso un amplissimo lavoro di documentazione storica e di raccolta di preziose testimonianze, toglie la polvere su una grande figura, un protagonista quasi inavvertito del Novecento italiano e ricostruisce, quasi come in un romanzo, la notevole “strada di Pippo Morelli”. 

Insieme alla vita del sindacalista, il volume di Lauria ricostruisce attentamente, infine, almeno quattro decenni di avvenimenti sociali, sindacali e politici del nostro Paese, a partire proprio dalla Via Emilia.

PIPPO MORELLI, INTERPRETE DEL FUTURO DEL LAVORO. GUARDA LA REGISTRAZIONE DEGLI INTERVENTI SU YOUTUBE

  Sul canale YouTube del Centro Studi Ricerca e Formazione Cisl è disponibile la registrazione dell'incontro di presentazione del libro...