lunedì 15 marzo 2021

“SENTIRE LA VITA”. La formazione e la strada di Pippo Morelli, 23 marzo

“SENTIRE LA VITA”. La formazione e la strada di Pippo Morelli, 23 marzo

Segnaliamo una nuova presentazione online del libro: “Sapere, libertà, mondo. La strada di Pippo Morelli” (di Francesco Lauria, Edizioni Lavoro, 2020). Il seminario è previsto per il prossimo martedì 23 marzo alle ore 17.30.

Il titolo della presentazione: “Sentire la Vita. Pippo Morelli, il sindacato e la formazione degli adulti tra coscienza, incontro e liberazione” spiega opportunamente il taglio peculiare dell’incontro.

La straordinaria esperienza sindacale di Pippo Morelli, infatti, inizia e termina a Fiesole, al Centro Studi Cisl di Firenze.

Nel 1957, neolaureato in Scienze Politiche con Mario Romani, Morelli riceve una lettera di convocazione di Giulio Pastore e frequenta un corso unico nella storia della Cisl: quello per esperti della contrattazione.

Una sorta di “master” di un anno per giovani laureati, in alcuni casi già inseriti in importanti aziende, che servirà a lanciare concretamente in tutto il territorio la grande intuizione della Cisl del Consiglio Generale di Ladispoli del 1953: la contrattazione aziendale.

Sempre al Centro Studi di Firenze, Morelli terminerà la sua esperienza sindacale, divenendone direttore dal 1985 al 1989, introducendo importanti innovazioni sia nella formazione formatori che, solo per fare alcuni esempi, con i percorsi strutturati su ecologia, lavoro, contrattazione, digitalizzazione, immigrazione.

Sempre da Fiesole passerà, di ritorno da una missione di cooperazione sindacale e formativa in Brasile con Beppe Stoppiglia, il giorno prima di essere colpito, nel marzo del 1993 a soli 62 anni, dal grave ictus che per venti anni ne ha fermato la grande energia di elaborazione e di azione, prima della scomparsa, nel giugno 2013.

Morelli, che fu tra gli ideatori delle 150 ore per il diritto allo studio nel 1973, è conosciuto come scopritore infaticabile, attraverso la formazione sindacale, di giovani talenti da valorizzare nel sindacato: prima alla Cisl di Milano, poi alla Fim e all’Flm nazionale, per continuare con la Cisl dell’Emilia Romagna e con il Centro Studi di Firenze. Una storia di vita di cui è opportuno fare memoria, ma che ci consegna anche un enorme lascito in questo tempo difficile, segnato dalla pandemia.

Di tutto ciò si discuterà attraverso il dialogo organizzato dal Centro Studi Cisl di Firenze, dal Centro Studi Pippo Morelli e da Edizioni Lavoro, martedì 23 marzo alle ore 17.30 sulla piattaforma Zoom.

Interverranno oltre a Francesco Lauria, autore del libro, Francesco Scrima, Direttore del Centro Studi Cisl di Firenze, Loris Cavalletti, Presidente del Centro Studi Pippo Morelli, Ivo Lizzola, docente di Pedagogia Sociale presso l’Università di Bergamo, Bruno Manghi, sociologo ed ex direttore dei Centri Studi Cisl di Firenze e di Taranto, Chiara Morelli, formatrice ed educatrice scout Agesci, Roberta Villa, formatrice della Filca Cisl Nazionale, Luciano Pero, docente del Politecnico di Milano, leader del ’68 studentesco all’Università Cattolica e già responsabile formazione della Cisl di Milano.

Modererà il dibattito Andrea Benvenuti, giornalista e direttore di Edizioni Lavoro.

Link: https://zoom.us/j/94416406252?pwd=Zzh6K21TOEdWTGJUVkZSZHlEVElUdz09

ID riunione: 944 1640 6252   Passcode: 029341

venerdì 12 marzo 2021

Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli (conversazione con Francesco Niccolai) Centro Studi Donati

Tratto da: “Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli” - Dibattito Democratico - Centro Studi Donati 



Conversazione con Francesco Lauria

Conversazione a margine del libro di un autore pistoiese d’adozione: Francesco Lauria. Lo incontriamo alla vigilia dell’uscita nelle librerie del volume: “Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli”, pubblicato Edizioni Lavoro.

Come nasce questo libro incentrato su Pippo Morelli, una figura quasi dimenticata del sindacalismo italiano?

Mi sono imbattuto in Pippo Morelli, piuttosto casualmente, mentre studiavo la storia dell’Flm (la potente federazione unitaria dei lavoratori metalmeccanici che ebbe il suo apice negli anni Settanta) e la bellissima vicenda delle lotte che portarono, nel 1973, alle 150 ore per il diritto allo studio. Fu una grande conquista contrattuale che andava ben oltre il salario e che permise a oltre un milione e mezzo di lavoratori e lavoratrici italiani di conseguire un titolo di studio da adulti e, soprattutto, di sperimentare una didattica inclusiva e non gerarchica, approfondendo anche le questioni legate all’organizzazione del lavoro e alla salute e sicurezza in fabbrica.

Gli scritti di Morelli, che fu segretario nazionale dell’Flm e ideatore, con Bruno Trentin, delle 150 ore, mi affascinavano e cominciai quindi a chiedermi dove fosse finito, come mai sembrava non vi fosse più traccia di lui. Persino più che in Vittorio Foa, che mi aveva affascinato fin dagli anni dell’università, intuivo in Morelli, qualcosa di speciale, unico: un intreccio di radicalità e di visione, di intraprendenza organizzativa e di capacità di anticipare il futuro, di fede e di libertà, che mi stupivano, mi accarezzavano e mi spronavano ogni volta che lo leggevo. Certo, c’era anche la sua inquietudine ostinata in cui tanto mi riconoscevo e la sua capacità di non accontentarsi mai, di non essere troppo incline al compromesso, soprattutto sui valori etici. Di “accendere fuochi” senza sosta.

Come trovasti la risposta alla sua scomparsa pubblica?

All’epoca ero molto giovane e facevo il ricercatore al Cesos, Centro di Studi Sociali e Sindacali, un istituto di ricerca autonomo, ma promosso dalla Cisl, lo stesso sindacato di provenienza di Pippo Morelli.

Mi occupavo soprattutto di integrazione sociale e lavorativa degli immigrati e avevo come responsabile un altro grande sindacalista ex metalmeccanico, Domenico Paparella, che con Morelli aveva collaborato molto, in particolare nel supporto alla contrattazione aziendale. Fu lui a raccontarmi che Pippo Morelli era stato colpito da un grave ictus all’inizio di marzo del 1993 di ritorno da un viaggio di cooperazione sindacale nelle periferie brasiliane e che da allora aveva sostanzialmente perso la parola e dovuto azzerare i propri impegni sociali e sindacali.

Fu così, gradualmente, che decisi di impegnarmi a “restituire” la parola a questo grande “protagonista inavvertito” del Novecento e iniziai la mia ricerca, interrotta più volte, sulle sue tracce, sulla sua strada.

Un cammino sindacale che comincia e termina sulle colline di Fiesole, dove, dal 1953, sorge il Centro Studi Nazionale della Cisl…

Morelli che proveniva da Reggio Emilia, si era laureato presso l’Università Cattolica di Milano con Mario Romani, lo studioso di riferimento della confederazione guidata, allora, da Giulio Pastore.

Rifiutò le proposte di carriera accademica e fu chiamato a frequentare, proprio a Fiesole, un corso “esperti” unico del suo genere cui erano stati coinvolti, con una borsa di studio, giovani laureati che avrebbero dovuto supportare sul campo una delle grandi intuizioni della confederazione cislina, la contrattazione aziendale.

Allora, eravamo nel 1956-1957, di fatto in Italia la contrattazione a livello d’impresa non esisteva. Attraverso la formazione si cercava di fornire ai sindacalisti gli strumenti per trasformare la realtà e i rapporti di forza con le aziende. Morelli fu tra i protagonisti di quella fase e dopo un periodo in cui fece l’assistente presso il Centro Studi Cisl di Firenze si trasferì a Milano, dove iniziò il suo importante sodalizio con Pierre Carniti e con la Fim Cisl.  Trent’anni dopo, al Centro Studi di Firenze, fino alle fine del 1989, Morelli terminò il suo impegno attivo nel sindacato, come direttore. Vi passò anche di ritorno dal Brasile in quel marzo 1993 proprio il giorno prima dell’insorgere della sua terribile malattia.

Raccontiamo altri passaggi importanti della vita sindacale e sociale di Morelli all’interno delle grandi vicende del nostro Paese…

Il trasferimento a Milano coincise con l’incontro con un sindacato in subbuglio, con grandi energie giovanili e che cominciava a sperimentare l’unità di azione tra cattolici, socialisti, comunisti. Meglio: tra lavoratori e tra lavoratrici, innanzitutto.

La Fim di Carniti, che a Milano aveva anche la propria sede nazionale, fu un eccezionale laboratorio di innovazione, laicità, autonomia, mobilitazione. Nuova cultura. Presto, siamo nella prima metà degli anni Sessanta, il sindacato, pur ancora in assenza dello Statuto dei Lavoratori, cominciò a diffondersi a macchia d’olio nelle fabbriche, a conquistare dignità e diritti, rappresentanza e democrazia.

Non per legge, ma grazie al proprio essere associazione, sempre più aperta, sempre più inclusiva. Fu in questo contesto che, nella Fim e nella Cisl di Milano, si sviluppò la prima stagione di Morelli sindacalista e fu in questo contesto che Morelli valorizzò una sua grande passione che proveniva anche dalla sua matrice scout: quella per la formazione degli adulti.

Incontrò gli allievi di Don Lorenzo Milani che in quegli anni animavano i sindacati tessili e metalmeccanici in Lombardia e fu decisivo per la diffusione, nel sindacato, di un testo fondamentale come “Lettera a una professoressa”. Fu così che Morelli, insieme a Luigino Bruni e Luciano Pero, si rese protagonista, a partire dalla formazione, dell’incontro tra giovani operai e studenti, a cavallo delle grandi mobilitazioni del 1968 e del 1969.

Il sindacato italiano scopriva l’autonomia e il percorso verso l’unità, ma iniziavano anche il periodo delle stragi e del terrorismo…

Il 1969 fu un anno entusiasmante e, allo stesso tempo molto difficile. Il contratto nazionale dei metalmeccanici che rimarrà nella storia fu firmato, ad esempio, solo pochi giorni dopo la tremenda strage di Stato di Piazza Fontana.

Pippo Morelli tra Giorgio Benvenuto e Bruno Trentin, allora leader della Uil e della Fiom in una foto dei primi anni Settanta del Novecento

Morelli e Carniti erano ormai leader indiscussi della Fim Cisl a livello nazionale e accompagnarono, insieme alle confederazioni, la conquista, nel 1970, dello Statuto dei Lavoratori. I successivi contratti, quelli del 1973 e del 1976, furono importantissimi: arrivarono le 150 ore per il diritto allo studio (e la rivendicazione di poter impegnare la risorsa tempo non solo per un titolo, ma per la propria cultura personale, anche, se necessario, per “imparare a suonare il clavicembalo”) e l’inquadramento unico che superava le discriminazioni tra operai e impiegati. Dopo le prime crisi aziendali seguite alla crisi petrolifera del 1973-1974, furono ottenuti anche i diritti di informazione e consultazione dei lavoratori.

Il 1974 fu poi l’anno della difesa referendaria della legge sul divorzio dove Morelli si impegnò molto, con comizi in tantissimi consigli di fabbrica. Era profondamente cattolico, ma credeva fermamente che morale e unità della famiglia si dovessero testimoniare non imporre con provvedimenti che avrebbero, nei fatti, limitato la costruzione di una democrazia compiuta nel nostro Paese. 

Nel libro si racconta il ritorno di Morelli alla sua (e tua) terra: l’Emilia

La copertina del libro di Francesco Lauria

All’inizio del 1977 Pippo Morelli torna in Emilia, ed entra nella segreteria della Cisl Emilia-Romagna di cui diverrà segretario generale nel 1982. È curioso rileggere i giornali in occasione della sua elezione, il commento più sobrio fu: “Con Morelli il ’68 va alla guida della Cisl”. Nella sua terra Morelli rilanciò l’idea di un sindacato soggetto politico, autonomo da tutti i partiti che, pur non avendo la forza quantitativa della Cgil emiliana, con la ricerca e l’innovazione delle idee diventava vero protagonista.

Tra i tanti che iniziarono a occuparsi di ricerca economica e sociale applicata nell’Ufficio studi promosso da Morelli, vi fu anche il ferrarese Patrizio Bianchi, recentemente nominato Ministro dell’Istruzione. Furono chiaramente anche anni difficili: dal terrorismo da fronteggiare, agli scontri sulla scala mobile, dopo il Decreto di San Valentino del governo Craxi. Scontri che portarono alla fine tormentata della Federazione Cgil Cisl Uil e furono un duro colpo per il sindacalista reggiano, strenuo alfiere dell’unità sindacale.

Gli anni Ottanta sono anche quelli della “scoperta” del Brasile e del ritorno al Centro Studi…

Alla fine degli anni Settanta a Bologna Morelli diviene fraterno amico di un prete operaio di grande carisma: Beppe Stoppiglia, futuro fondatore dell’associazione Macondo. Insieme riflettono sullo “scivolamento dell’Occidente” e si impegnano per la riconquista della democrazia in Brasile, collaborando con il giovane e futuro presidente Lula e con il vescovo dei poveri, recentemente scomparso, Pedro Casaldaliga.

Morelli e Stoppiglia, uomini delle 150 ore, incontreranno in Brasile anche Paulo Freire, il grande fautore della pedagogia degli oppressi e dell’educazione come processo di coscientizzazione e di riscatto dei ceti popolari ed emarginati. Freire, nel 1989, si recherà al Centro Studi di Firenze e terrà un’importante lezione proprio di fronte a Morelli.

Sono anche gli anni dell’impegno ecologista: della riflessione non solo sul “come produrre”, ma sul “cosa produrre”, argomento ritornato di grande attualità nei frantumi sociali della pandemia. Furono anni di azioni di grandissima attualità che videro Morelli collaborare, a inizio anni ’90, con una figura davvero significativa e profetica dell’ambientalismo sociale come Alexander Langer.

Un ultimo passaggio prima di quel terribile marzo 1993…

L’ultimo impegno di Morelli, uscito dal sindacato, fu quello di Vicepresidente del Parco del Gigante, nell’appennino reggiano. Un impegno di memoria, formazione, salvaguardia ecologica con il rilancio dei “sentieri partigiani” e una ripresa di contatto con le proprie origini, anche familiari.

Suo fratello maggiore, Giorgio, partigiano “bianco”, detto “Il Solitario” fu, infatti, il primo liberatore di Reggio Emilia dai nazifascisti, ma morì a guerra ampiamente finita a causa delle conseguenze di un attentato commesso da partigiani comunisti. Una vicenda dolorosa, vissuta con grande amore e dignità, che non impedì a Pippo Morelli di essere cerniera tra mondo cattolico e sinistra, anche comunista, non solo nel sindacato. Come racconto nel libro, Morelli ebbe la non facile capacità di distinguere le responsabilità individuali e anche di contesto dalle idee politiche e sociali. Anche in questo la sua figura è un grande insegnamento per tutti, ma in particolare per i giovani.

Una testimonianza di spessore infinito anche di fronte all’uso distorto della storia e della memoria in un momento storico in cui ci sembra tutti di svanire in un eterno e, allo stesso tempo, debole ed evanescente presente. 

A cura di Francesco Niccolai

Francesco Lauria, Sapere, Libertà, Mondo. La strada di Pippo Morelli, Pagg. 502, Euro 28,00, Edizioni Lavoro, Roma, 2020.

domenica 7 marzo 2021

Storia e Lavoro: Sapere, libertà mondo sul sito web della Sislav

 https://www.storialavoro.it/notizie/notizia/news/sapere-liberta-mondo-la-strada-di-pippo-morelli/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&cHash=a88bf210defb7d30b7ca069f83b1d944

"Sapere, libertà, mondo. La strada di Pippo Morelli"

  Letture

Segnaliamo l'uscita del volume di Francesco Lauria per le Edizioni Lavoro.

È uscito Sapere Libertà Mondo: la strada di Pippo Morelli, un libro che ricostruisce la storia del sindacato, e in particolare della Cisl, attraverso il racconto e il profilo dei suoi protagonisti. Francesco Lauria racconta "una storia importante ma troppo poco conosciuta, quella di Pippo Morelli (Reggio Emilia 1931-2013), grande sindacalista della Cisl e direttore del Centro Studi di Firenze dal 1985 al 1989. Morelli è stato formatore ed esperto di contrattazione al Centro studi Cisl di Firenze negli anni Cinquanta; è stato protagonista, con Pierre Carniti, della «primavera sindacale» a Milano negli anni Sessanta ed è stato leader nazionale della Fim e della Flm unitaria negli anni Settanta, quelli dei metalmeccanici che «davano l’assalto al cielo».
Ma non solo. Con i contributi di Eleuterio Agostini, Loris Cavalletti, Gian Primo Cella, Paolo Feltrin, Ivo Lizzola, Bruno Manghi, Franco Marini, Giuseppe Stoppiglia, il libro racconta di quando, insieme a Bruno Trentin, Morelli fu ideatore e realizzatore della grande conquista contrattuale delle 150 ore per il diritto allo studio oltre che tessitore laico del dialogo tra mondo cattolico e sinistra italiana. Segretario della Cisl Emilia Romagna e direttore del Centro studi Cisl di Firenze nel decennio successivo, fu promotore dell’incontro con la Cut brasiliana, guidata da Luiz Inácio Lula, e del sostegno di massa da parte dei lavoratori italiani al paese latinoamericano nella difficile riconquista della democrazia.
Mentre rifletteva sulla necessaria «conversione ecologica» del sindacato, nel 1993 un ictus ne interruppe l’impegno pubblico e sociale, proprio al ritorno da un viaggio di cooperazione. Attraverso la vita esemplare di Morelli e grazie a molteplici documenti e testimonianze, Lauria ricostruisce attentamente almeno quattro decenni di avvenimenti sociali, sindacali e politici del nostro paese.



giovedì 25 febbraio 2021

Sapere, Libertà, Mondo. Presentazione il 1 marzo alle ore 17.30

Nuovo appuntamento online per la presentazione del libro di: «Sapere, libertà, mondo. La strada di Pippo Morelli» (Edizioni Lavoro, 2020). 

L’incontro è previsto per il prossimo lunedì 1 marzo alle ore 17.30. La presentazione è organizzata dalla Fondazione Ezio Tarantelli e dalla Fondazione Bruno Buozzi.

Ai lavori, che potranno essere seguiti anche attraverso la piattaforma Zoom (link sulla locandina in allegato), parteciperanno, oltre all’autore Francesco Lauria: Tiziano Treu, Presidente del Cnel, Giorgio Benvenuto, Presidente della Fondazione Bruno Buozzi, Giuseppe Gallo, Presidente della Fondazione Ezio Tarantelli, Gian Primo Cella, sociologo economico, Adriana Coppola, ricercatrice dell’Archivio Mario Romani, Andrea Ranieri, direttore della rivista Luoghi Comuni.

Modererà il dibattito la giornalista Ester Crea.

Per maggiori informazioni e per acquistare il libro: [ https://bit.ly/3qGLJti ]https://bit.ly/3qGLJti 

Il link per partecipare alla presentazione: https://zoom.us/j/97795771860?pwd=V3pQdGpZUGdBMFUySHB4Z1hNMWxEUT09

ID: 977 9577 1860    Password: 272790




lunedì 15 febbraio 2021

Sapere, libertà, mondo: presentazione a Torino (e online) il 22 febbraio (ore 14.30)

 Si svolgerà il prossimo 22 febbraio in modalità mista (in presenza e online) a Torino la presentazione del libro di Francesco Lauria: “Sapere, liberà, mondo. La strada di Pippo Morelli” (Edizioni Lavoro, 2020).

La presentazione, organizzata dalla Fondazione Vera Nocentini e dalla Fim Cisl di Torino e del Canavese è occasione di ripercorrere, attraverso la figura di Pippo Morelli, grande sindacalista della Cisl e della Fim, già direttore del Centro Studi Cisl di Firenze, tra i pionieri della contrattazione aziendale e ideatore, insieme a Bruno Manghi e Bruno Trentin, delle 150 ore per il diritto allo studio, oltre quattro decenni di storia sindacale e del Paese.
Ai lavori, che potranno essere seguiti anche attraverso la piattaforma webex (link sulla locandina in allegato), parteciperanno: Gianfranco Zabaldano, Presidente della Fondazione Nocentini, Bruno Manghi, sociologo, Fabrizio Loreto, storico dell’Università di Torino, Davide Provenzano, segretario generale della Fim Cisl di Torino, Emanuela Di Vietro, delegata del gruppo Innoway. Interverrà al dibattito anche il segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia.

Per maggiori informazioni e per acquistare il libro: Sapere Libertà Mondo – Edizioni Lavoro
Per conoscere meglio la figura di Pippo Morelli: La Strada di Pippo Morelli

venerdì 12 febbraio 2021

Il neoministro Patrizio Bianchi, Pippo Morelli e la Cisl in Emilia Romagna: costruire futuro a partire dal presente.

Gli emiliano romagnoli conoscono bene il neo Ministro dell'Istruzione del (variegato) Governo Draghi: Patrizio Bianchi.

Ferrarese, classe 1952, Bianchi si è laureato a Bologna e perfezionato alla London School of Economics, importante è stata la sua esperienza decennale come Assessore Regionale. I suoi studi si sono concentrati nell'intreccio tra sviluppo umano, educazione e politiche industriali, anche rispetto ai big data e all'intelligenza artificiale.

 Patrizio Bianchi

Meno noto è quando lo stesso Bianchi, a cavallo tra anni settanta e ottanta, abbia collaborato intensamente con la Cisl in Emilia Romagna ed in particolare con il suo ufficio studi: l'Isfel.

E' facile comprendere che il trentenne futuro Ministro dell'Istruzione ebbe un grande vantaggio: incontrò, come segretario della Cisl emiliano-romagnola, Pippo Morelli, (ritratto in una foto del periodo) divenuto segretario generale proprio nel 1982.

Grazie alla collaborazione di Loris Cavalletti ho raccolto nel libro:
"Sapere, Libertà, Mondo. La Strada di Pippo Morelli" una testimonianza del neo ministro che è riportata nel volume.

Patrizio Bianchi, insieme all'economista del lavoro Gilberto Serravalli e al giovane concittadino Andrea Gandini, fu una delle architravi nel rilancio dell'ufficio studi di una Cisl che lo stesso Morelli definiva come "periferica", ma che grazie all'orientamento strategico così fortemente rafforzato dal suo segretario generale si trovò ad essere un punto di riferimento per un mondo molto più ampio del suo tradizionale raggio d'azione. 

Ha testimoniato Bianchi in "Sapere, libertà, mondo": "un tratto caratterizzante di quegli anni fu il rafforzamento della Cisl Emilia Romagna a livello nazionale, rafforzando, internamente, il ruolo e la funzione dell'ufficio studi".

Insieme a Morelli e a Gilberto Serravalli, il ricercatore ferrarese contribuì, ad esempio, ad organizzare all'inizio dell'estate del 1983, un importante convegno regionale promosso dalla Cisl e dall'Isfel sul tema: "Emilia-Romagna: fra crisi del modello e alternative possibili".

Si intrecciavano temi decisivi per l'economia regionale e per l'azione del sindacato.

Racconta ancora il neo ministro in Sapere Libertà Mondo: "Per la Cisl nell'Emilia Romagna di quegli anni era davvero importante, non potendo contare sulla forza organizzativa della Cgil, strutturare un ufficio studi e ricerche che non si limitasse a preparare i discorsi della segreteria, ma che animasse il dibattito sindacale, politico e culturale regionale, in un'ottica di innovazione e di comprensione dei cambiamenti del mondo produttivo e del mercato del lavoro."

Molto interessante, nel racconto di Bianchi, è anche la riflessione sul rapporto con la Cgil ed il Pci:

"La Cisl Emilia-Romagna non poteva che giocare d'attacco come anticipatrice di idee avendo di fronte il Pci e la Cgil emiliani, che, come detto, avevano caratteristiche diverse, peculiari risetto a quelle del livello nazionale, anche per lo storico ruolo di governo della sinistra nella Regione". 

In quegli anni molto si discusse, con grande capacità anticipatoria, di una cultura industriale sostenibile in cui le imprese più grandi si integrassero con il sistema delle piccole aziende emiliane in un'ottica di rapporto tra impresa e territorio coerentemente con un concetto avanzatissimo di "autogestione". Uno degli strumenti individuati fu quello dei consorzi di aziende cooperative.

Un patrimonio che, sottolineava Morelli, condividendo questo approccio con Bianchi e Serravalli, e con tutta la Cisl Emilia Romagna non si doveva lasciare a "una elité di tecnici, con una netta separazione tra informazioni e mansioni, ma avrebbe dovuto produrre un coinvolgimento progressivo di tutti i lavoratori".

Una visione ed un'azione ambiziosa quindi in cui la Cisl si dimostrava palestra per giovani talenti che si sarebbero poi affermati, proprio come Bianchi, a livello nazionale ed internazionale.

Una Cisl che, fedele al suo Dna, non solo pensava (e pensa) il futuro, ma lo costruisce nel presente.  

Francesco Lauria

domenica 7 febbraio 2021

Una conversazione a partire dalla figura di Pippo Morelli. Di quale leadership abbiamo bisogno nelle forze sociali oggi?

Con: Claudio Arlati - Responsabile Formazione Cisl Emilia Romagna

Loris Cavalletti - Segretario Generale Fnp Cisl Emilia Romagna

Francesco Lauria - Autore di: "Sapere, libertà, mondo. La strada di Pippo Morelli".


 

PIPPO MORELLI, INTERPRETE DEL FUTURO DEL LAVORO. GUARDA LA REGISTRAZIONE DEGLI INTERVENTI SU YOUTUBE

  Sul canale YouTube del Centro Studi Ricerca e Formazione Cisl è disponibile la registrazione dell'incontro di presentazione del libro...